ANNO 2004 |
P. Landri, R. Serpieri (a cura di) (2004), Il Ministero virtuale. La pubblica istruzione in rete, Napoli, Liguori
La e-governance scolastica è oggetto di questo volume che presenta i risultati di un programma di ricerca sulle dinamiche di innovazione che riguardano nel complesso il sistema informativo del Ministero dell’istruzione e i processi di costruzione di nuove competenze nella progettazione e nell’adozione delle nuove tecnologie nel mondo della scuola. La ricerca ha prestato particolare attenzione al lavoro «invisibile» delle segreterie scolastiche, le cui pratiche lavorative sono state pervasivamente interessate dall’uso dei computer e delle reti.Si evidenzia come l’introduzione delle ICT non produce un regime di immediatezza degli usi. Si profila, anzi, il passaggio verso un nuovo regime di mediazione, che si sviluppa secondo un percorso caratterizzato da «frizioni» emergenti tra logiche (e tentazioni) tecnocratiche, da un lato e logiche di empowerment e di partecipazione per la progettazione e l’uso dei nuovi intermediari digitali, dall’altro. Il volume si rivolge oltre che a docenti e studenti, agli operatori della scuola in senso lato, ivi compresi gli amministrativi ed i tecnici.
P. Landri, R. Serpieri (Eds.) (2004), Virtual Ministry. Public Schools on Line: Napoli, Liguori
This book addresses e-governance in schools through the results of a research program on the innovation dynamics of informative system of the Italian Ministry as well as on the emergence of new competencies in designing and using ICT in schools. The research focused on the invisible work of school secretariats whose working practices has been widely interested by the adoption of internet and computer as well.The introduction of ICT’s did not imply a mechanical and immediate use of the new technologies. Rather, it is possibile to describe a passage to a new mediational regime by means a complex trajectory where there is an ongoing negotiation between a technocratic rationality and a logic of participation and empowerment in designing and using the new digital intermediaries. The book can be of interest for teachers and students and for those working in educational organizations.
Scuole in tensione. Un'indagine sulle micropolitiche della scuola dell'autonomia
Paolo Landri, Luca Queirolo Palmas (cur.), Milano, Franco Angeli, 2004
Il sistema scolastico del nostro paese è attraversato da diverse traiettorie di cambiamento che riguardano i diversi aspetti del tessuto organizzativo delle scuole. Tali cambiamenti producono all'interno dei singoli istituti scolastici una tensione tra diversi generi organizzativi che si riflette nel difficile (e non ancora del tutto definito) passaggio tra il "vecchio" government della scuola (il modello della burocrazia scolastica) e la "nuova" governance dell'istruzione e della formazione. In questo volume si riflette su tale tensione attraverso un'indagine empirica - realizzata attraverso un'articolata e approfondita serie di studi di caso, non disgiunti da un confronto con le principali ricerche in questo ambito in questi anni - sulle modalità di traduzione in pratica delle politiche dell'organizzazione nella fase del transito all'autonomia scolastica.
La ricerca, che segue l'approccio dell'analisi delle micropolitiche della scuola, suggerisce l'opportunità di ampliare, nell'ambito degli studi sulle riforme scolastiche, una prospettiva di analisi "dal basso" dei processi di messa in opera delle riforme allo scopo di poter comprendere, in un modo più prossimo al dettaglio delle attività ordinarie degli istituti scolastici, in che misura le politiche di cambiamento incidano sul campo professionale, sui modi di governo e sugli oggetti dell'organizzazione e sulle attività proprie della scuola.
Schools under pressure. A research on the micropolitics of the self managing school.
Paolo Landri, Luca Queirolo Palmas (Eds). Milano: Franco Angeli, 2004.
The Italian educational system has been interested by several trajectories of change regarding the texture of school organising. These changes produce a tension among different organizational genres during the difficult, and not completely defined, passage between the “old” school government (the educational bureaucracy) and the “new” governance of learning and schooling. The book addresses this tension by way of a set of case studies focused on the practices of translation of the new organizazional policies during the transition toward the self managing school.
Drawing on the analysis of micropolitics of school, the book suggests the relevance of a bottom up perspective for studying the educational reforms in order to wide the understanding about how the policies of change affect the details of the everyday school practices, and in particular the professional fields, the mode of governance, the organizational objects and activities.
Colombo Maddalena,
Relazioni interetniche fuori e dentro la scuola. I progetti del Comune di Brescia per l’integrazione degli alunni stranieri e nomadi, Franco Angeli, Milano, 2004. Un vol, di pp. 160.
Negli ultimi anni si sono moltiplicati a livello locale gli interventi di supporto scolastico per la scolarizzazione degli immigrati di seconda generazione e dei minori nomadi, sotto la spinta di un più generale riconoscimento del diritto all’istruzione e della volontà di inclusione sociale della popolazione straniera presente in Italia. Partendo da un’analisi sociologica del termine “integrazione” come trattamento delle differenze, applicato sia alla società nel suo complesso sia alla via scolastica, considera le differenze etniche nei meccanismi di partecipazione scolastica con particolare attenzione alle disuguaglianze etniche di fronte all’accesso e al successo formativo. Tra gli impatti prodotti dalla presenza straniera nel sistema scolastico, vengono focalizzate sei “questioni aperte” altamente rilevanti: la composizione delle classi, le strategie di accoglienza, la valutazione delle competenze linguistiche, la tutela delle minoranze linguistiche, la lotta all’insuccesso scolastico, la trasformazione del curricolo in senso interculturale.Nella seconda parte, il volume presenta uno studio empirico svolto nel Comune di Brescia al termine di un programma complesso di interventi a favore della scolarizzazione degli immigrati e ne valuta gli effetti sia sul modo di fare scuola e sulle figure professionali coinvolte (insegnanti e mediatori stranieri), sia sul comportamento degli attori locali (scuole, amministrazione locale, consigli di circoscrizione e associazionismo) in termini di capacità di iniziativa e raccordo inter-istituzionale. Il quadro che ne emerge sottolinea il protagonismo dell’ente locale, che ha stimolato la volontà di accoglienza delle scuole attivando sinergie “dal basso”, anziché imporre un modello di integrazione assimilativo e formale.
Inter-ethnical relations between school and community. The Brescia City Council projects for the school integration of minorities, Franco Angeli, Milano, 2004, pp. 160.
Over recent years a variety of measures have been developed to aid school insertion of minorities, addressed both to second generation immigrants and young gypsies. These programs are aiming to guarantee to every child the right to education, as well as to meet the foreign people's demand of social inclusion within the Italian community. Moving from the analysis of "integration" as a sociological concept which describes the way of dealing with differences, in terms of both social and school integration, the first part of the volume is based on school participation of foreign pupils as a means to avoid inequality and to promote their access to education and achievement. The presence of foreign pupils has a marked impact on ordinary school life, challenging the forms of living together. The impact is considered in six very relevant areas: -classroom composition criteria, -reception strategies, -language skills assessment, -protection of linguistic minorities, -struggle against illiteracy and underachievement, -curriculum revision and intercultural education.
The second part of the volume reports an empirical study carried out in Brescia (Lombardy, Italy) at the end of a three year programme in favour of immigrant pupils, promoted by the local city council (Office of Education and Integration). The enquiry was aimed to evaluate the major impact on the professionals involved (teachers and foreign linguistic mediators) and the role played by local entities such as school establishments, city administration, district administrations, non profit organisms and association. From the results of the qualitative analysis it emerges that the local administration was the most important factor; stimulating school establishments to receive immigrant children by an active involvement (bottom-up strategy) rather than with a normative imposition (top-down), which would have been more assimilative and formal.