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Vengono segnalati testi pubblicati negli ultimi anni dai Sociologi dell’educazione iscritti alla Associazione, seguendo l’ ordine temporale di pubblicazione.
Per contattare gli autori, si veda alla voce “Chi siamo”

Here you can find informations on books and articles produced by members of the Association.
For contacts, see “Chi siamo”



ANNO 2003

E. Besozzi(a cura di), Il genere come risorsa comunicativa. Maschile e femminile nei processi di crescita , Angeli, Milano 2003

L'identità di genere viene letta alla luce dei processi, da un lato, di globalizzazione e omologazione, dall'altro, di frammentazione e individualizzazione. La costruzione dell'identità adolescenziale considera in primo piano l'appartenenza di genere, assumendo l'ipotesi che sia una risorsa comunicativa importante soprattutto nell'ambito di un'esperienza di sé verso l'altro che fondi le basi per una positiva interazione tra i sessi nella futura vita adulta. Il tema è indagato tra 1500 adolescenti maschi e femmine, con l'obiettivo di identitificare il processo di costruzione dell'identità di genere e il rapporto con i diversi ambienti socializzativi: scuola, famiglia, amici e media.

Il genere appare, dai risultati della indagine, una risorsa comunicativa strategica, ma al contempo una risorsa continuamente insidiata dalla sua negazione. I processi di de-differenziazione sono in sostanza ampiamente in atto, dentro la scuola, come nelle pratiche e negli stili di vita giovanili, accanto ad altrettante ed evidenti pressioni verso un'affermazione invece esplicita e radicale della propria mascolinità o femminilità. Gli adolescenti, maschi e femmine, colti nel loro lavoro di elaborazione e costruzione del proprio progetto di vita rivelano in tutta evidenza che esistono tante adolescenze, all'interno delle quali tuttavia, la definizione di sé come uomo o come donna non è per niente qualcosa di residuale o di marginale.

M. Colombo, Autonomia scolastica e interazione con la comunità locale.Uno studio di caso in Valle Camonica , in  “Professionalità”, gen – feb 2003, pp. 78-86 Una ricerca svolta nel 2001/02 dall'Università Cattolica di Brescia nelle scuole superiori della Val Camonica ha analizzato il grado di cooperazione tra le scuole del distretto e le realtà locali extrascolastiche. Gli scambi con il territorio sono risultati numerosi ed efficaci per innovare il sistema scolastico, tuttavia l'analisi del lavoro di rete evidenzia fratture sia territoriali sia tra tipi di scuola (licei/professionali/cfp) e tra attori pubblici e privati.


L. Ribolzi e A. Maccarini (a cura di), Scelta e autonomia della scuola in Europa, numero monografico di “Sociologia e politiche sociali”, a. 6, n. 3, 2003.

La libertà di scelta della scuola da parte delle famiglie, il suo senso e i suoi condizionamenti, costituisce ancor oggi un tema indubbiamente spinoso e conflittuale nella società italiana. Questo volume tenta di contribuire al dibattito con argomenti specificamente sociologici. Due caratteristiche in particolare manifestano l’originalità dei saggi qui raccolti. Anzitutto, la maggior parte di essi ha un orientamento spiccatamente empirico. La presentazione e il commento di dati di ricerca aiuta a porre i problemi e ad osservare la realtà della scelta educativa in Europa con sguardo sanamente pragmatico. Essi inoltre mettono in evidenza, da prospettive diverse, due punti chiave della questione della scelta: (a) l’architettura istituzionale in cui essa si realizza. In tal modo si rende almeno introduttivamente l’idea della diversità e articolazione di soluzioni attraverso la quale si può realizzare il diritto di scelta delle famiglie; (b) gli effetti, sottolineando come anche sotto questo profilo la ricerca sociologica più avveduta consenta di sfatare molti miti e posizioni retoriche circa le conseguenze di riforme che realizzino un’autentica libertà di scelta in educazione.
Il volume rimette dunque decisamente in discussione il paradigma “liberista” entro cui oggi spesso si discute il tema della scelta, riducendola al problema della “privatizzazione” (e “mercificazione”) della scuola e dell’educazione. E aiuta a comprendere che la possibilità stessa di ricostruire l’educazione come “bene comune” nella società dopo-moderna implica l’emergere di giochi solidali e cooperativi tra molteplici attori: lo Stato, il mercato, i professionisti dell’educazione, le forze economiche e culturali e le famiglie, singole e organizzate.

School choice on the part of families, with its meaning and conditions, is still a conflictual filed of study and public debate in italian society. This volume sets the issue with a specifically sociological approach. The collected essays have two main characteristics: first, they share a sound empirical orientation. Presenting and commenting on empirical research data gives a stongly pragmatic look at the reality of school choice in Europe. The essays in the volume also highlight two crucial points in the issue of school choice: (a) the wide range of institutional arrangements that can realize the right to choose, without flattening the debate on the problem of “privatization” and “marketization” of education; (b) the real effects a reform can have, beyond all pro- or anti-choice rethoric.
Thus, the volume aims at contributing to a reformulation of the whole issue of school choice, avoiding the pitfalls of a purely “liberal” paradigm. Therefore, it convincingly argues that the sheer possibility to reconstruct education as a “common good” in post-modern conditions implies the emergence of solidarity and cooperative games among multiple actors: the State, the market, the education professionals, the economic and cultural subjects, and the families, both as single families and as associations.


A. M. Maccarini, Lezioni di sociologia dell'educazione, Cedam, Padova, 2003. Questo volume offre un'introduzione allo studio dell'educazione dal punto di vista sociologico. La sua caratteristica principale consiste nell'integrare le prospettive teoriche, a partire dai classici, con lo studio delle dinamiche contemporanee dell'educazione nelle società avanzate, qui osservate come "società del sapere". Queste ultime vengono presentate con riferimento sia alle strutture e al com-plesso istituzionale, sia alle culture che orientano le pratiche educative. Il volume offre dunque una riflessione sulle attuali trasformazioni delle relazioni e dei sistemi educativi e sulle loro prospettive evolutive. L'emergere e poi la crisi della costellazione storico-sociale "moderna", con il suo speci-fico modo d'intendere l'educazione, rappresenta il contesto in cui l'analisi viene collocata. Il volume si rivolge agli studenti di tutte le classi di laurea e a tutti i lettori che interessati allo studio sociologico dei fenomeni educativi, e si pone un duplice obiettivo: trasmettere alcune nozioni e concetti fondamentali della disciplina e al tempo stesso stimolare alla ricerca e al personale appro-fondimento dei temi affrontati.

This book is an introduction to the sociological study of education. It basically aims at integrating theoretical perspectives on education - starting with the classical sociological tradition - with the dynamics of education in highly modernized societies. The concept of "knowledge society" serves as the overarching representation of society, which is analyzed both in the structural and in the cultural perspective, focussing on the dynamics of educational policy as well as of the cultures orienting educational practices. Thus, the book treats the present transformations affecting educational systems and relationships, and some of their main trends. The analysis is put in the wider context of the emergence and crisis of "modernity", implying its specific way to conceive of education. The book is meant for undergraduate students, and for all readers interested in the sociological study of educational phenomena. It has the double goal to give some basic notions that are central to the discipline and at the same time to stimulate personal research about educational problems.

Natale Ammaturo ( a cura di), Una sofferenza senza fallimento. Indagine sugli insegnanti in Campania, Franco Angeli, Milano.
Il volume raccoglie i risultati di una ricerca che ha analizzato la condizione degli insegnanti in Campania. L'ipotesi di partenza, sulla quale si è costruita tutta l'articolazione della ricerca, è stata quella di verificare l'attendibilità di una condizione di disagio degli insegnanti nella scuola analizzandone le possibili cause. I grandi cambiamenti che interessano il sistema scolastico nel suo insieme generano senza dubbio instabilità, rottura di equilibri, discontinuità e la ricaduta di tutto ciò è inevitabilmente una condizione di precarietà e di crisi di identità; tuttavia dai risultati dei questionari somministrati ad un campione attendibilissimo è emerso un universo poco comunicato e raccontato, sicuramente indicativo di una situazione che per molti aspetti può essere descritta con tinte più chiare che scure. In ogni caso si sono analizzate quelle particolari condizioni della realtà scolastica che possono essere indicate come generatrici di disturbo, verificando in questo modo, attraverso le testimonianze dei diretti interessati, da quali cause prende origine il disagio.

I.Colozzi, G. Giovannini ( a cura di), Ragazzi in Europa tra tutela, autonomia e responsabilità, Angeli, Milano , 2003
Il volume compie un percorso esplorativo tra differenti rappresentazioni dei concetti di tutela, autonomia, responsabilità, richiamandosi alla Dichiarazione universale dei diritti dell’infanzia ed assumendo un’ottica pluridisciplinare in grado di affrontare gli aspetti sociologici, giuridici, psicologici e di politica sociale.Gli autori si chiedono soprattutto se il tempo che i ragazzi vivono fuori dalla supervisione degli adulti rappresenti un rischio oppure un’opportunità per la crescita, esplorando una serie di paradossi che caratterizzano la società contemporanea e gli atteggiamenti che questa ha prodotto nei confronti dei minori. Emerge dal dibattito l’esigenza di abbandonare, sia sul piano teorico che su quello operativo, la contrapposizione tra controllo e autonomia, ragazzi e a adulti, tempo impegnato e tempo libero, elaborando approcci che rendano possibile il bilanciamento tra le prospettive, la relazione tra i soggetti, la creazione di condizioni sociali e ambientali che permettano ai ragazzi e agli adolescenti di percepire il proprio tempo come una risorsa da utilizzare in modo progettuale. In questo senso, nelle politiche sociali per questa fascia di età, si tratta di affiancare alla riflessione sui diritti, che giustamente negli ultimi anni ha occupato gran parte dello spazio, una nuova riflessione sui valori che la nostra società di adulti vuol trasmettere alle nuove generazioni e sui modi attraverso cui è possibile consegnarli alla loro libertà.

The present volume explores different perceptions of protection, independence and responsibility, and in doing so refers to the Universal Declaration of Children’s Rights and adopts a multidisciplinary approach designed to analyse the sociological, legal, psychological and social-policy dimensions of this question.
What clearly emerges from this debate is the need to construe an approach enabling us to achieve a balance between the various different perspectives, an interrelationship among different subjects, the creation of social and environmental conditions that enable children and adolescents to perceive their own time as a resource to be employed in a constructive manner. In this sense we need not only to reflect on the question of civil rights, which have rightly been to the fore of public debate in recent years, but also to reflect on the values that our society of adults wishes to transmit to the younger generations, and on the ways in which they can be given their independence.

A.Mongelli, Trama e ordito della formazione. Politiche e progettazione, Franco Angeli, Milano 2003
Nel dibattito in merito alla scuola, e in particolare, al ruolo della formazione nelle società complesse, si colloca questo lavoro sulle politiche e sulla progettazione del sistema formativo, dove l'autore esamina criticamente con ricchezza di riferimenti teorici pratici e legislativi il rapporto fra educazione e società.
Il primo capitolo prende in esame gli elementi salienti relativi alla formazione e ai problemi ad essi connessi, e la loro evoluzione dal sistema scuolacentrico al policentrismo, al costituendo sistema formativo integrato.
Nel secondo capitolo si centra l'attenzione sui fattori che hanno sollecitato il cambiamento delle strutture formative evidenziando le trasformazioni del modello organizzativo sottostante.
Il terzo capitolo propone una lettura dei cambiamenti in itinere del sistema formativo inquadrando alcuni nuclei tematici portanti attraverso categorie e strumenti propri della sociologia.
In particolare l'attenzione è rivolta a cogliere l'apertura del sistema scolastico e al suo sintonizzarsi con essa in vista della costruzione di un sistema improntato alla logica del network.

E.Fravega , L.Queirolo Palmas (a cura di), Classi meticce. Giovani, studenti, insegnanti nelle scuole delle migrazioni, Carocci, Roma, 2003
I giovani e le famiglie migranti sono qui per restare, anche se l’agenda politica è spesso dettata da dispositivi di chiusura che leggono la presenza di questi potenziali nuovi cittadini in termini di provvisorietà, braccia utili all’economia più che persone portatrici di bisogni e diritti. La scuola è uno dei luoghi cruciali in cui si trasformano i progetti migratori e si costruiscono aspettative legate al lungo periodo; gli spazi educativi rappresentano infatti momenti di incontro tra culture differenti, luoghi di produzione/riproduzione delle identità e delle disuguaglianze, embrioni di una società meticcia.
Questo libro, che si fonda su un lungo lavoro di indagine con i giovani, gli insegnanti, gli studenti e le famiglie migranti, è anche il frutto di una riflessione partecipata perché dà voce a chi è spesso ridotto a semplice oggetto di studio; qui parlano, oltre a numerosi ricercatori, studenti e ragazzi di strada, insegnanti e mediatori culturali impegnati nell’integrazione scolastica di latinos, albanesi, cinesi e maghrebini.
Genova – le sue scuole, i suoi quartieri – è stato il campo della ricerca, ma lo scenario che il volume ricostruisce è in fondo assimilabile a quello di una qualsiasi altra grande città trasformata dai processi migratori.

M.Colombo, Differenze di genere nella formazione, in “Studi di Sociologia”, n.1, 2003, pp.81-108
This essay is focused on gender differentiation processes in education, with specific regards to the issue of inequality in educational attainment. After a brief review of the main sociological approaches (functionalism and conflictualism), the article moves on to describe recent findings on the issue emerging from field studies, both in developed and developing countries. Then it considers how socialization processes are affected by gender stereotypes, mainly through the adult-child interaction and pair group dynamics. Some basic differences between females and males in scholarship are underlined, such as, the higher attainment scores achieved by females, the higher levels of attention given by teachers to male students; the persistence of sexism expressions in pair relations at school. A rising issue is put under focus by the interactionist approach: everyday practices in teaching and learning usually do not take into account the student’s and the teacher’s gender. In addition to that, there is a new challenge emerging from the globalization and pluralization processes: the combination between gender and ethnical differences will create new agents and new issues in educational resources distribution. A short look at recent inquires shows how foreign students are now facing both inequality (like the gender-race gap) and differentiation dynamics (like diversity in motivation for studying).
Key-words: inequalities, educational opportunities, gender stereotypes, ethnical differencies


 
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